Andando per campi… sciroppo di sambuco

2013-05-20 19.13.47

Nei primi anni in cui uscivo con il moroso (sempre lui, oramai mio marito), ogni tanto il poveraccio cedeva e mi faceva contenta con una bella giornata di trekking dolomitico: all’epoca ero magrissima e molto allenata, quindi lo facevo morire di fatica… ma mai come la volta in cui mi portò a fare il giro delle Tre Cime di Lavaredo, una camminata che è uno spettacolo, consigliata però su due giorni con il classico pernottamento al Rifugio Locatelli; quella volta, purtroppo, scese tanta di quella pioggia che fummo costretti a ripiegare su un alberghetto di paese per poi fare l’intero giro in giornata… un massacro! Al Locatelli però ci arrivammo ugualmente e una coppia di ragazzi ci consigliarono lo strudel di mele e un bel bicchiere di sciroppo di sambuco, che ancora non conoscevo… lo strudel si scioglieva in bocca, molto diverso dallo strudel tipico della mia zona e lo sciroppo era qualcosa di divinamente squisito….

Successivamente ho scoperto che questo magnifico elisir, leggermente dolce, acidulo e rinfrescante era semplicemente dello sciroppo di sambuco preparato abitualmente dai valligiani, essendo la zona ricca di alberi profumatissimi… ora sono anni che lo preparo e ogni qualvolta lo offro a qualcuno ne rimane colpito per il perfetto equilibrio che si crea tra il profumo intenso dei fiori, quasi mielato, e il fresco acidulo del limone.

I fiori vanno raccolti in zone distanti dal traffico poichè non vanno lavati, altrimenti le infiorescenze si rovinano, e vanno posti in un recipiente insieme all’acqua e ai limoni tagliati a pezzetti (io li divido in quarti) e lasciati macerare  al sole, coperti da un foglio di alluminio, per tre giorni, rimescolando il tutto una volta al giorno per evitare che le parti esposte all’aria ammuffiscano; il terzo giorno si filtra tutto in una pentola, strizzando bene i fiori e i pezzetti di limone, si aggiunge lo zucchero, lo si fa sciogliere mescolando e si porta ad ebbollizione, tenendo la pentola coperta.

A questo punto si travasa: se lo volete conservare utilizzate le bottiglie della salsa di pomodoro, ben lavate e sterilizzate, che poi andrete a capovolgere come si fa con i vasi di marmellata, mentre per l’uso immediato va bene qualsiasi bottiglia, che però andrà conservata nel frigorifero.

Al momento di servire, lo sciroppo andrà diluito con acqua ghiacciata e dell’altro succo di limone, ottenendo una bevanda fresca e dissetante d’estate, ottima per curare la tosse d’inverno, con l’aggiunta di un po’ di Prosecco è un ottimo aperitivo e sappiate che si sposa divinamente con lo strudel di mele!

Riepilogo degli ingredienti:

15 infiorescenze di sambuco

4 limoni

1,5 l. di acqua

1,5 Kg. di zucchero

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28 pensieri su “Andando per campi… sciroppo di sambuco

    • Tu pensa solo che siamo andate in due a raccoglierlo, un’amica ed io, ambedue allergiche ai pollini… non ti dico come stavamo l’indomani!!!
      Quindi ti capisco…. però lo sciroppo a me non crea alcun problema (e a lei nemmeno)!
      Un abbraccio! 🙂

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  1. Mia nonna lo faceva fritto i fiori in pastella era buonissimo ed ora in austria farpò scorta di tutte le cose che fanno con il sambuco. Qui hai la ricetta di mia nonna che l’ho data tanto tempo fa all’amica di Milano che ha un sito di mangiare…è bello ha anche ricette tratte da film famosi ciaooo
    http://www.mangiarebene.com/ricette/dolci-e-dessert/ricette-di-dolci-a-base-di-frutta/fiori-di-sambuco-fritti_IDa_1123.htm

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    • Grazie… in effetti ci stavo pensando perchè mi è sempre stato detto che fritti in pastella sono deliziosi! Farò un’altra scorta, fermo restando il fatto che ne voglio tenere un po’ per poter fare lo sciroppo di bacche (e anche la grappa non è male….)!
      Un bacio!
      PS: pensa che sono circondata da alberi di acacia, i cui fiori sono deliziosi, ma sono posizionati in un luogo talmente inaccessibile che mi arrabbio solo a vederli…ufff!!!!

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  2. Beh, qui vado a nozze, io adoro il sambuco (se non si fosse capito 😉 ). tu che sei maga, fammi un saponcino o una cremina profumata al sambuco (ti pago bene 😉 ) A me non piace lo sciroppo bollito, ne altera il sapore, preferisco a freddo, per i fiori in pastella ti consiglio la farina di riso e dopo che li hai inzuppati, strizzali delicatamente così, eviterai l'”impaccamento”ed il grappolo sarà bello, come fresco. Ciao e baci ♥

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  3. Il Sambuco… questo sconosciuto… ma dal tuo racconto e dalla descrizione del suo aroma, deve esser qualcosa di delicato ed al tempo stesso dal sapore inconfondibile… chissà magari un giorno, verrò ad assaggiarne un bicchiere, ed in cambio ti porterò un po’ di limoni del mio giardino 🙂 Buona giornata!!!

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    • Lo scambio mi sembra equo! Adoro i limoni e molti anni fa avevamo un alberello sul balcone che produceva dei limoncini mignon che erano un amore, però con i nostri climi più di così non si può pretendere!
      In compenso il sambuco prolifera a vagonate: ha un intenso profumo mielato e per curare le bronchiti invernali è una manna dal cielo!
      Buona giornata a te! 🙂

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    • Ciao Francesca, sulla freschezza ti do pienamente atto: è una bevanda che d’estate è perfetta, profumatissima e agrumata, a base completamente naturale e più biologica di così…..
      E’ incredibile quante bontà ci regali la natura e quando vedo che delle piante tanto generose vengono estirpate per lasciare posto al cemento mi prende una tristezza ed un senso di impotenza… mi fa rabbia vedere che si sia persa la conoscenza di quante virtù preziose si possano trovare semplicemente andando per campi!
      Quando mi fermo per raccogliere qualcosa c’è sempre chi mi guarda stranito e magari mi chiede pure che cavolo stia facendo…mah….
      Un abbraccio e buona giornata! 🙂

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  4. Se non erro è la stessa procedura che usava mia nonna per lo sciroppo di menta. Nel suo giardino c’era un albero di sambuco ma non lo utilizzava in cucina, anzi raccomandava a noi nipotine di non toccarlo perchè poi avremmo avuto le mani gonfie. E noi eravamo molto ubbidienti. 🙂

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    • Il procedimento per ottenere lo sciroppo di menta non lo conoscevo, ma ne terrò da conto!
      Pensa che sin da quand’ero una bimba mi hanno sempre curata con il sambuco, sia con la tisana a base di fiori che con lo sciroppo di bacche e ancora oggi curo le tossi infinite di mio figlio alla stessa maniera…
      Un bacio!

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    • Benvenuta Luana!
      Io ho dello sciroppo aperto nel frigorifero già da più di un anno ed è ancora perfetto… non si è ancora animato di vita propria nè l’ho trovato a passeggiare per gli scaffali 🙂 quindi direi che puoi andare tranquilla!
      Un abbraccio!

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      • Grazie, del consiglio. Ho letto che hai fatto la marmellata di sambuco, riconoscere le bacche mature, così mi è stato detto, xke se no sono tossiche. Cosa mi consigli? L’anno scorso ho fatto la marmellata di bacche di rosa canina e liquore sempre con le bacche . Proprio uno spettacolo! 🙂

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      • La confettura è davvero buona, ma tieni presente che va completamente filtrata dai semini delle bacche ed è davvero un lavoraccio! Le bacche e i fiori sono le uniche parte commestibili e non tossiche della pianta e non puoi sbagliare: quando sono nere come le more sono perfette!
        Ciao e buona domenica!

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      • Grazie, del consiglio, intanto che aspetto che maturano, voglio provare con lo sciroppo di fiori di tiglio. Qualche consiglio? Mi è subwoofer detto che é tipo lo sciroppo di sambuco. 🙂

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      • Ciao! Ho provato a fare lo sciroppo di tiglio, è venuto buonissimo. Né ho fatto due vasetti di media grandezza, e non ho pensato che il vasetto aperto a distanza di tempo è venuta la muffa, così l’ho buttato. Mi rimane un vasetto, volevo dividere lo sciroppo in piccoli vasetti e poi bollire . Posso farlo? Grazie.

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  5. Ciao Luana, se il contenuto del vasetto “superstite” è intatto secondo me lo puoi dividere e bollire tranquillamente…oppure semplicemente lo metti nel frigorifero e così non hai più pensieri.
    Dimmi come hai risolto!
    Buona giornata 🙂

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