Vermont curry soup

2013-08-02 19.06.38Lei viene a trovarmi sempre ad agosto e mi ritrova rintronata dal caldo e dall’afa, eppure sembra essere sempre fresca e a proprio agio, sarà che è nata e vissuta in Cina… chissà come riesce a sostenere il rigido clima svizzero in cui vive….

Ci siamo annusate timidamente la volta scorsa, in difficoltà con la lingua, lei che comunicando in giapponese si faceva tradurre in italiano i propri discorsi perchè nessuno di noi conosce il cinese… invece quest’anno è stato più semplice perchè ha studiato il tedesco, lo ha imparato con una velocità incredibile e siamo riuscite a parlarci, anche se lei parla con gli occhi e con il cuore, impossibile non comprenderla.

E’ sempre carina, rispettosa, timida e gentile ed ha varcato la soglia di casa mia con un sacco pieno di favolosi ingredienti della sua terra, spiegandomi come utilizzarli al meglio e, tra questi, c’era “lui”, un favoloso Vermont curry… profumatissimo e a base di frutta (banana e mela), di cacao e di miele, di formaggi tra cui lo cheddar e il gouda, di latte e di polvere di arachidi… un tripudio di aromi!

Mi ha vista un po’ confusa sull’utilizzo del curry e, dopo un paio di giorni, è ritornata nella mia cucina armata di carne e di verdure e ha cucinato con me, ha cucinato per me….

Ho seguito ogni movimento delle bellissime mani di Wang Fang mentre sminuzzava una braciola di carne di maiale, mentre tagliava le patate, la cipolla e le carote, mentre le faceva saltare nell’olio di oliva finchè non divenivano dorate, per poi aggiungere un pizzico di sale, dell’acqua sino a ricoprire il tutto e lasciar bollire a fuoco vivace per venti minuti, sempre rimescolando affinchè non attacchi.

Successivamente ha abbassato il fuoco a fiamma media, ha coperto e lasciato cuocere per ulteriori venti minuti, controllando che la carne intenerisse; trascorso il tempo necessario ha aggiunto alla zuppa una confezione di Vermont curry da 250 g. (la dose è per 12 persone), ha mescolato e ha prolungato la cottura, a fuoco bassissimo, per ulteriori venti minuti.

La zuppa è rimasta a riposo sino all’indomani perchè deve insaporire e, volendo, è possibile aggiungervi anche del peperoncino (abbiamo usato un curry medium hot e già pizzicava….): il giorno seguente era magnificamente densa e profumatissima ed è stata servita con del riso basmati cotto senza sale, appena riscaldata, nonostante possa garantirvi che anche fredda è squisita!

Sei ritornata oggi a casa, ma mi mancherai dolce cugina Wang Fang!

2013-08-02 19.06.53

Ingredienti per una pentola grande (circa 12 porzioni):

1 braciola di maiale di media pezzatura (max 500 g.)

4 cipolle di media grandezza (800 g.)

2-3 patate (600 g.)

1 carota grossa (200 g.)

acqua sino a coprire il tutto (1400 ml.)

olio evo

pochissimo sale

1 confezione di Vermont curry da 250 g.

eventualmente del peperoncino

riso q.b. (io ho usato il basmati)

2013-08-02 19.07.03DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

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26 pensieri su “Vermont curry soup

  1. Mi sono immersa nelle tue parole come se fossero state tratte da un libro e fino in fondo l’ho creduto veramente…che meraviglia questo incontro meltin’pot e affettuoso! I miei + sentiti complimenti tesoro ❤
    la zia Consu

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  2. Tatiana…questo piatto è una vera poesia! credo solo che farò molta fatica a trovare il Vermont curry

    ti ho cercata in instagram senza scovarti…se mi vuoi intanto raggiungere tu io sono la_greg74

    buon fine settimana!
    Silvia

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    • Ciao Silvia, grazie per il tuo bellissimo commento…. il Vermont curry dovresti trovarlo nei negozi etnici, nonostante anch’io nutra dei dubbi in merito all’esito delle mie prossime ricerche (nella mia città non si trova mai nulla…)! Casomai sappi che ho conservato la confezione e posso sempre inviarti la foto, magari ti aiuta nella ricerca… ti ho appena aggiunta io in Instagram! Sono Bucaneve, è il nick che avevo nel precedente blog e vorrei tanto poterlo cambiare, ma non so come si fa!
      Un bacio cara!

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  3. Trovo assolutamente meraviglioso l’incontro tra culture e provenienze diverse e immagino quindi la gioia provata.
    Amo anche i piatti che racchiudono ingredienti così particolari come la carne ed i liquori.
    Direi che hai vinto tutto. Felice di conoscerti 🙂
    Buon pomeriggio!

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    • Ciao e benvenuta Babe, qui il liquore non c’è (e trovo che invece dia una nota sensazionale a molti piatti), ma è una ricetta riuscitissima… ammetto che ero titubante su una preparazione del genere con 35 gradi all’ombra, ma gustata fredda è stata una vera rivelazione!
      Un abbraccio! 🙂

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  4. Oh mamma mia che cose fantastiche. Al plurale, perchè ce ne sono diverse: la ricetta, certo, che mette voglia subito di assaggiare quella magnifica zuppa,. densa cremosa, profumata saporita e condita di tutta la poesia che hai messo nel raccontarla. Il nome dolce e musicale della tua amica, come solo i nomi orientali sanno essere. E poi le barriere linguistiche superate con un battito lieve di ciglia, pur facendo giri incredibili: dal cinese, al giapponese, all’italiano, passando per il tedesco.
    tutto questo lo trovo bellissimo: ti apre il cuore, la mente.
    …e lascia la voglia, intensissima, di tuffare il cucchiaio in quella magnifica ciotolina di carne e riso.
    Bacioni immensi

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    • Cara Luna, che bel commento mi hai lasciato…. mi ha emozionata… e ci ho messo qualche giorno per risponderti perchè qualsiasi replica sarebbe stata povera rispetto alle parole belle, delicate e sentite che mi hai donato….
      Grazie, grazie davvero!
      Un abbraccio forte! 🙂

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  5. Bellissimo questo post e poco importa se non proverò la ricetta perchè non amo il curry. La vera essenza qui è un’altra: l’incontro tra diverse culture, la disponibilità e l’accoglienza, la voglia di crescere, scoprire, stupirsi e di allargare gli orizzonti della mente e del cuore.
    Un abbraccio,
    Marirò

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    • Ciao Marirò, è stato molto bello, soprattutto perchè in passato avevo avuto un rapporto stupendo con la prima moglie di mio cugino, una dolcissima giapponese dal pugno di ferro che mi incantava per la sua fortissima personalità; ho sofferto molto quando se n’è andata e mi sono trovata spaesata e felice davanti questa bella nuova famiglia che ce l’ha fatta a risorgere nonostante il dolore della perdita… beh, ce l’abbiamo fatta anche noi due, Wang Fang ed io, a costruire qualcosa che va al di là di una pietanza!
      Un bacio! 🙂

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  6. Che bello. Viaggio a ritroso nel tuo blog e trovo queste perle. La meraviglia di quando la cucina fa incontrare le culture. Sono affascinata.
    Mi hai fatto venire in mente il mio viaggio in Iran e la difficoltà di parlare con la sua gente…eppure riuscivano a capirci, magari parlando tre lingue in contemporanea…e non ho fatto altro che assaggiar cibi e chiedere della loro cucina.
    Fortunata tu.
    Fortunate noi.

    Grazie Tatiana 🙂

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    • Sono dell’opinione che gli scambi interculturali siano una ricchezza unica, peccato che troppo spesso le occasioni di incontro vengano gestite da politiche sbagliate che portano a vanificare qualsiasi beneficio e a generare inutili intolleranze Ritengo che un approccio rispettoso delle tradizioni e delle abitudini locali sia sempre il passaporto per incontrare sulla propria strada gentilezza e disponibilità: mi hanno parlato male di tanti popoli, invece ho sempre trovato un’immensa cortesia sulla mia strada!
      Un abbraccio! 🙂

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