Inarisushi, lo street food d’Oriente

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Nel “pacco delle mille meraviglie” che mi è stato donato dal mio cugino nippo-svizzero c’era anche una strana busta che stentavo a provare: ci ho messo qualche mese, approfittando del fatto che si trattava di una preparazione impacchettata sottovuoto e che quindi mi concedeva qualche dilazione temporale…. alla fine l’ho chiamato e gli ho chiesto aiuto perchè proprio non ricordavo cosa dovessi farne (le istruzioni c’erano, ma espresse con gli ideogrammi… 😦 )!

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Nel mentre facevo ricerche sulla preparazione ho scoperto che si chiamano Inarisushi e che non sono altro che delle “taschine” di tofu fritto in cui va inserito il riso, trattato alla stessa maniera utilizzata per la preparazione del sushi, ossia risciacquato ripetutamente per fargli perdere l’amido, bollito e condito con dell’aceto di riso; per arrivare a realizzare queste strisce di tofu, lo stesso va fritto più volte per farlo arrivare ad una temperatura elevata e ottenendo un prodotto chiamato “aburaage”.

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Vi sono delle varianti anche per questo piatto: abbiamo il Fukusa-zushi (帛紗寿司) e il Chakin-zushi (茶巾寿司), che ricordano di più una omelette, anche se, in tutta onestà, non so bene quale sia la variante che ho messo in tavola, so solo che fortunatamente ho aperto la busta e ho trovato le tasche di tofu pronte, bastava staccarle e aprirle con molta cautela (operazione difficoltosa perchè tendono a rompersi) e riempirle di riso, poi condire con il sugo già pronto, a base di soia e molto d0lce.

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Non serve far altro perchè il calore del riso appena bollito sarà sufficiente a riscaldare il tofu e il sugo: è un piatto dal sapore strano, dolce e gradevolissimo, quasi uno spuntino o un antipasto, molto leggero e perfetto se l’appetito è scarso… chiaramente prepararlo da sè in casa mi sembra impraticabile se non siete degli esperti in cucina orientale, ma se lo trovate in qualche negozietto etnico non lasciatevelo scappare, è una delizia!!!

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Dall’immagine della confezione si nota quale sarebbe la presentazione perfetta…ma vi giuro che non vi sono proprio riuscita, erano scivolosi e fragilissimi…..

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26 pensieri su “Inarisushi, lo street food d’Oriente

  1. La cucina orientale, specie cinese e giapponese, non è la mia passione ma, come ben dici tu, trovandosi il tutto praticamente pronto, non si può fare a meno di assaggiare. L’aspetto è proprio bello!
    Non ti piace il risotto? 😯 e’ una delle cose che mi appassionano di più in cucina … a parte quello allo zafferano che non sopporto.

    Ciao, Tatiana. Buona serata.

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  2. Io adoro la cucina orientale, specie quella giapponese, più magra e salutare rispetto, ad esempio, a quella cinese, ma non disdegno comunque….
    Il risotto ha un sapore che mi piace, ma stento a mandar giù quel “malloppazzo” appiccicoso e preferisco trovarmi nel piatto i chicchi ben sgranati… non per niente in casa mia troneggia sempre il basmati!
    Un abbraccio!

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  3. Non lo conoscevo proprio! A me la cucina orientale piace molto e devo dire che spesso noi conosciamo una versione un po’ addomesticata. Se si ha la fortuna di scovare un ristorante di livello la differenza con la cucina più commerciale si vede subito 🙂

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    • Hai pienamente ragione: noi frequentavamo sempre lo stesso ristorante giapponese, di altissimo livello, al quale abbiamo dovuto rinunciare a causa del costo veramente eccessivo e sostituirlo con quello del centro commerciale, dove i piattini viaggiano sul nastro trasportatore (per la gioia di mio figlio). La cucina è molto contaminata da influenze cinesi e vietnamite e la differenza si sente, ma è sempre meglio di alcune ricette italianizzate che vedo in giro e che mi fanno rabbrividire, come il sushi preparato con il salmone affumicato perchè c’è chi rifiuta l’idea del pesce crudo… però non ha più nulla a che fare con la cucina orientale! Noto che c’è molta impreparazione in materia e quando mi si continua a rispondere che “no, grazie, non mangi il sushi perchè non amo il pesce crudo” mentre in realtà quando si parla di sushi si intende solo il riso…beh, mi arrendo!
      Un abbraccio…anzi, un inchino!!! 🙂

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      • In Italia trovare chi non confonda sushi e sashimi non è cosa banale 😉 io non sono certo un’esperta e non riesco ad apprezzare tutto ma la cucina cinese e giapponese andrebbero giudicate con standard un po’ più elevati del cinese da asporto unto e bisunto e piuttosto stereotipato. 🙂

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    • Ahhhh…ma allora sei una tipa da “Man Vs. Food”!!! Sono buoni buoni e, per quanto fritti, nemmeno pesanti… hanno un sapore dolce strano perchè comunque sono ripieni di riso condito con l’aceto da sushi, eppure…. deliziosi e niente affatto stucchevoli!
      Un bacio!

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    • Se affronti la cucina orientale devi assolutamente dimenticare tutte le basi della cucina mediterranea, ma ne vale la pena… è un viaggio sensoriale che ti permette di entrare in sintonia con una cultura anni luce dalla nostra! E questo connubio di sapori ne è la dimostrazione.
      Un abbraccio!

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  4. Le cucine straniere mi hanno sempre incuriosito, forse perchè le ho sempre mangiate, andare al ristorante cinese coi miei quando ero bambina era un rito come girare mercatini… 🙂 Una volta ogni tanto è bello immergersi in nuovi sapori, non consueti… per un periodo organizzavo cenette a tema, con piatti internazionali, a volte mantengo ancora l’abitudine e la soia, tra l’altro, è sempre vicina alla bottiglietta dell’olio! I tuoi fagottini (o barchette?) mi piacciono e mi fanno pensare a dei pacchetti che si scartano con gioia, perchè a tutte noi piacciono i regali, no? Anche piccoli, anche culinari, anche pieni di riso… 🙂

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    • E allora sei stata fortunata! Nella mia famiglia di origine c’è sempre stato un muro nei confronti di qualsiasi cucina che non sia strettamente collegata alle origini dei miei genitori (mio padre è toscano e mia mamma slovena) e ancora rammento il mio “primo pasto cinese”, in un ristorantino vicino al porto, in compagnia di un’amica… mi sembrava di essere partita per un viaggio in Oriente ed ero emozionatissima, penso di aver avuto intorno ai sedici anni, l’età in cui ho vissuto tutte le novità alle quali aspiravo!
      Hai ragione, sembrano davvero delle barchette, ma solo perchè non mi sono azzardata a metterci le mani più di così in quanto gli involucri erano fragilissimi…. sono delle barchette dolci con un ripieno di riso delicatissimo e te le regalo a piene mani! (Anche perchè tu sei magrolina e io no… 🙂 🙂 🙂 )
      Un bacio stampato sul naso!

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