La grande presenza del salmone

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La mia voglia di mare e di estate continua come nei giorni scorsi, anche se ieri sera mi sono trovata a dormire sotto tre trapunte e con un pile addosso (prontamente presa per i fondelli dal mio calorosissimo marito che insiste a farmi dormire con la finestra aperta)… c’è poco da fare, l’escursione termica si sente anche in riva al mare in questo periodo, ma almeno in cucina cerco di godermi i sapori freschissimi, sempre con la speranza di lasciare qualche chilo per la strada, cosa non semplicissima vista l’enormità di ore che trascorro seduta ad una scrivania.

Sempre più mi rendo conto che la cucina è fatta anche di piccole variazioni, di tocchi di colore e di profumo come quello del pepe rosa, perfetto da abbinare al salmone, quasi fosse una sintonia di colori oltre che di sapori, come il verde del prezzemolo che si unisce al marroncino del pangrattato conferendogli una dignità di “nonsolopane”, il tutto armonizzato dai sapori mediterranei dell’olio di oliva e del limone, che profumano davvero di coste rocciose a picco sul blu del mare, che ti fanno sentire il profumo dell’estate portato dal vento.

Il salmone è un ospite nordico doc, ma è incredibile come riesca a conferire un aspetto raffinato e fresco ad ogni piatto, sposandosi a qualunque cultura culinaria, dalla particolarità del sushi giapponese al sempre piacevolissimo brunch salmone-burro irlandese-aneto e birra stout… il salmone è metamorfico, è un alleato come pochi e questa volta lo ospito in un contesto profumatissimo come il nostro mare.

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Ingredienti:

500 g. di filetto di salmone fresco o decongelato

2 limoni

pangrattato q.b.

sale grosso e pepe rosa q.b.

olio evo q.b.

prezzemolo tritato q.b.

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Procedimento:

Asciugare bene i filetti di salmone con della carta da cucina e ungerli con l’olio utilizzando un piatto piano, poi cospargerli bene di prezzemolo tritato, sale e del pepe rosa ripassato un po’ nel mortaio, da ultimo pressarli bene nel pangrattato e riporli in una teglia coperta di cartaforno oppure antiaderente (io ho usato la ceramica), per non dover aggiungere dell’altro olio.

Cuocere in forno a 180 gradi per 20 minuti, girando i tranci a metà cottura (io ho usato la funzione ventilata e non li ho girati).

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13 pensieri su “La grande presenza del salmone

  1. Te l’ho già detto che amo il salmone?!? Mi sa di si 🙂 Ne mangerei a tonnellate! Buonissimo questo che hai preparato con il sapore particolare del pepe rosa 🙂 Ciao ciao! Buon weekend! 😉

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  2. Il salmone fresco non mi è mai piaciuto io adoro il salmone affumicato possibilmente il selvaggio. Non amo molto il pesce in genere ma determinati pesci quelli pù saporiti i nostri sardoni (alici), sgombri, saraghi, triglie, scarpena. Mia figlia adoro il rombo chiodato io non ci trovo niente. Meno male che il mare e gli allevamenti ci regalano pesci per tutti i gusti. sarà buonissimo il tuo salmone a casa tua lo assagerei ma farmelo…non lo mangerebbe nessuno e siamo solo in due. Che cattiva che sono…questo solo per dirti cosa offrirmi la prossima volta ahahahahahaha bacione e buona fine settimana.

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    • Sinceramente per anni l’ho odiato anch’io, ma delle volte i gusti ambiano, specie quando si impara a cucinare da soli e quindi si ha la possibilità di adattare, aggiustare, provare… e trovare la soluzione adatta a noi stessi.
      Il salmone affumicato piace anche a me e stai sicura che la prossima volta ti vizio…. 🙂
      Un bacio forte forte e buon fine settimana anche a te!

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  3. Ci hai preso gusto con il salmone, eh! Ti capisco, sa sempre farsi amare, crudo, cotto, sulla piastra, al forno!
    Il pepe rosa mi è simpatico da sempre, perchè ricorda i pois e perchè non è forte nè piccante, dona profumo e colore e ti strizza l’occhio, complice di tanti piatti…
    Prima o poi devo fare una gita al mare, mi manca troppo! Vediamo se ci scappa anche un buon pranzetto di pesce… 🙂

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    • Pensa che anni fa non lo amavo il salmone cotto, invece ora ci siamo riappacificati, con mia somma gioia visto che dal mio freezer spunta salmone da tutte le parti e non sempre la qualità è talmente eccelsa da consumarlo crudo… e con sommo dispiacere del mio bimbo che oramai è “nippodipendente” (quasi quasi me lo sta preferendo al McDonald… e non è una nota trascurabile!). Anzi, quasi quasi lo ripropongo in un’altra versione che mi stuzzica parecchio…. mi riporta all’atmosfera costiera anche in pieno inverno: mi affaccio alla finestra e inalo il profumo salmastro, quando soffia lo scirocco ti penetra anche dentro casa ed è favoloso perchè se anche l’aria gela ti sembra di trovarti su un porto del Baltico!
      Un abbraccio! 🙂

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