Contaminazioni mediterranee

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Ogni viaggio per me diventa un’occasione per annusare il mondo, dove profumi e sensazioni si mescolano in un vortice di emozioni assolutamente inscindibili, dove incontro culture diverse e umanità di ogni tipo, da conoscere, da approfondire e dalle quali imparare sempre qualcosa di nuovo, in una commistione culturale che possa allargare i miei orizzonti e rendere la mia mentalità più aperta ed elastica.

Ogni viaggio diventa un’esperienza sensoriale prima di ogni altra cosa, prima di ciò che posso apprendere da chiese, palazzi e musei perché la cultura di un popolo passa innanzitutto per i profumi e i sapori della cucina… solo dopo aver annusato ed assaggiato le spezie di un mercato riesco a collegarle ai colori di un affresco o alle stuccature dorate di un palazzo, solo allora posso capirne le radici storiche, l’esegesi culturale, come solo dopo aver capito la storia di un popolo riesco ad entrarne nella relativa mentalità e ad assimilare tutto ciò che possa ampliare i miei limiti mentali.   

Quando lessi la ricetta pubblicata da Margherita iniziai a pensarci su, con la tentazione di provarci perché mi sembrava una cosa semplice e realizzabile, una bellissima idea fare il paneer in casa, poi comunque mi feci un giretto nel web per saperne di più perché alla fine io sono una curiosona! E ho appreso che si tratta di una ricetta sudasiatica (पनीर  in Hindi), diffusa in India e Pakistan, preparata senza l’uso del caglio, senza il sale e perfetta sia al naturale che come base per altre preparazioni, oltretutto molto diffusa anche in altri paesi in mille varianti e dai molteplici nomi… insomma, perfetta e versatile anche per i miei pasticci in cucina! Non che con un litro di latte ne esca molto, però alla fine si ottiene un ottimo formaggio spalmabile a basso costo, specie se si parte dal latte del discount che alla fine si acquista con pochi centesimi.

La preparazione è semplicissima in quanto è sufficiente far arrivare il latte a bollore, aggiungere 3/4 cucchiai di aceto bianco (o limone) e mescolare: il latte si caglierà subito e, non appena raffreddato, basterà versarlo in un colino rivestito con una pezza di cotone o di garza e strizzare la parte solida; il caglio rimasto potrà essere riciclato per una successiva cagliatura, anche se meno decisa rispetto a questa ottenuta con l’acidificazione oppure tenerlo da parte per la preparazione di crepes salate.

Una volta versato il paneer in una ciotola l’ho mescolato con del prezzemolo tritato (io ho usato quello del mio balcone, molto dolce e delicato), ma avendo del coriandolo penso si ottenga il massimo del risultato, poi ne ho fatto delle palline e le ho ripassate nella farina di pistacchio di Bronte, acquistata alla Vucciria di Palermo e dal sapore delicatissimo e particolare.

Volevo utilizzare alcune delle chicche acquistate in vacanza, ma l’idea di limitarmi a replicare delle ricette tipiche, che sicuramente i siculi preparano meglio di me, non mi interessava particolarmente… al contrario mi si sono illuminate le papille gustative quando ho conosciuto il pistacchio di Bronte, così versatile sia nei piatti salati che in quelli dolci.

Con il paneer si possono fare delle “biglie” dolci altrettanto strepitose e delicatissime, ma queste ve le preparerò la prossima volta!

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Ingredienti:

1 l. di latte intero (che sia fresco o UHT non cambia)

3 o 4 cucchiai di aceto bianco (dipende dal grado di acidità) o di limone

un mazzetto di prezzemolo

q.b. farina di pistacchi di Bronte

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34 pensieri su “Contaminazioni mediterranee

  1. Ho letto il tuo tweet che mi ha incuriosita – non conoscevo il paneer, lo confesso – e ho trovato una ricetta che comprende, oltre al sale che tu invece non hai messo, anche lo jogurt bianco, non dolce (tipo quello greco). Secondo te lo renderebbe più acido?

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    • Grazie, sei sempre molto carina con me…. la passione ce la metto in tutti i momenti della mia vita, sono proprio fatta così, adoro vivere e realizzare ogni cosa come se fosse l’ultima che faccio, sono una “golosa di vita” insomma! Adoro alzarmi al mattino e sorridermi allo specchio e il mio pensiero ricorrente è sempre “domani” perché già in questo istante non vedo l’ora arrivi il giorno seguente per godermelo tutto!
      Un abbraccione forte forte! 🙂

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  2. Non potrei essere + d’accordo con te..ogni viaggio ci arricchisce e ci entra dentro x non uscirne mai +!
    Bellissima ricetta, sicuramente da replicare e complimenti anche x la graziosa presentazione ^_^
    Un bacio

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    • E’ talmente vero che tuttora mi ritornano a galla i ricordi dei viaggi che più mi sono entrati nel cuore e che, nonostante queste bellissime tappe mediterranee, sono quelli fatti in Germania, magnifica terra che ho girato in lungo e in largo, complice anche il fatto di non avere problemi con la lingua; ne rammento il profumo di cannella dell’Oktoberfest e quello delle salsicce e del Gluhwein ai mercatini dell’Avvento di Norimberga… e la voglia di ritornarci ritorna prepotente!
      Un bacio cara Consu! ❤

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    • Ciao Iaia bella, hai visto che ti combino con i prodotti della tua terra? (Confesso… la curiosità sui pistacchi di Bronte è nata dal tuo blog… e chi li conosceva quassù nel profondo nord-est?)
      Mi godo il tuo abbraccio (ho scoperto di adorare gli abbracci) e ti mando un bacio quasi quasi più grande del tuo (tiè)!!! ❤

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  3. Da un pó ho il trip del formaggio fatto in casa e chissà quando mi deciderò a provare le decine di ricette che ho salvato nel pc!
    Avevo visto il paneer di Margherita ed ora arriva il tuo presentato in un modo originalissima e rivestito di quel pistacchio speciale…

    Se di questi bocconcini ce ne sono ancora mi autoinvito a cena…

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    • Ma certo che ce ne sono ancora… e se vieni a cena te le preparo anche dolci, così poi le fotografiamo insieme! 🙂
      Non avrei mai pensato fosse così semplici fare il paneer, tant’è che in settimana vorrei riprovarci per cambiare ricetta… quindi ti aspetto per un altro bocconcino!
      Un bacio ❤

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  4. Ma dai, che interessante questa ricetta! Io facevo bollire il latte con il succo di limone solo quando mi restava in frigo scaduto e per non buttarlo, (stesso procedimento ma poi facevo una formaggetta da consumare fresca…tutt’al più aggiungevo dell’erba cipollina…) queste palline mi ispirano, ma non ho il pistacchio di Bronte…chissà se lo troverò dalle mie parti!

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    • Anch’io facevo la stessa cosa, praticamente affrontavo il problema solo quando il latte si disfaceva per cause naturali, memore delle procedure messe in atto da mia mamma quando il latte “andava insieme”, come diceva lei, donna vecchio stampo che mi ha insegnato che nulla si butta poiché la fame è sempre dietro l’angolo (e lei ne ha fatta tanta durante la guerra….).
      Provaci, vedrai com’è semplice e come ti puoi sbizzarrire con mille ingredienti diversi….
      Un abbraccio! 🙂

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  5. Ciao Tat, mi ricorda la “nostra vecia puina”, solo appallottolata e fatta rotolare su un paradisiaco letto di pistacchi di Bronte che, come dici tu, qui sono quasi introvabili a meno di non fare un mutuo 😉 Un abbraccio, anzi due, visto che ti piacciono, chissà se riusciremo mai a darcelo dal vivo 😉

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    • Io non demordo e ci spero sempre…. certo è che se continuo a correre come una matta da una settimana all’altra stiamo freschi, altro che mezza giornata libera per passare da te…. 😦
      Hai ragione, è proprio la “puina”… e i pistacchi li ho acquistati in Sicilia, ma nemmeno lì te li regalano… è stata una botta e cerco di consumarli al meglio, anche se, ad onor del vero, fosse per me li mangerei a cucchiaiate… 🙂
      Facciamo tre abbracci, tiè!!! ❤

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    • Alessia cara, tu sei sempre tanto carina… addirittura haute cuisine!!! Cucino sempre con tanta passione, ma (purtroppo) anche con un occhio sempre diretto al portafoglio perché, come me, ci sono persone che non possono permettersi ingredienti di primissima scelta… e talora nemmeno di seconda…
      L’importante è riuscire ad ottenere il massimo con il poco che c’è e quando riesco ad ottenere una tavolata accogliente, di quelle che dici “che bello essere a casa”… beh, allora ho raggiunto il mio obiettivo!
      Sulle foto ci sto lavorando, ma sono ancora a tecnica zero: quando leggo di bilanciamento dei bianchi, di iso eccetera.. beh, mi prende lo sconforto perché non ci capisco una cippa… 😦
      Un bacio grande! ❤

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      • Dovrebbe davvero essere così la cucina! Ingredienti poveri ma risultato ricco e accogliente… Me ne rendo sempre più conto da quando ho a che fare con ingredienti “senza” (che sono costosissimi e spesso poco gratificanti) Quindi sarò di parte ma quando vedo le foto delle tue delicatessen mi sciolgo 😉 ❤

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  6. Quanto è meraviglioso viaggiare e scoprire le usanze i profumi e i sapori di altri popoli?
    Piatto fantastico…ho giusto della farina di pistacchi di bronte in frigo che aspetta sola soletta…

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    • E lo sai qual è la parte più interessante? Il riuscire a combinare i sapori di diverse provenienze culturali, ottenendo un melting pot di armonie perfette, una commistione che sarebbe bello legasse anche popoli ed etnie diverse, ma si sa che questa è tutta un’altra storia… e allora sogniamo un mondo interculturale almeno in cucina perché il sentimento conviviale passa innanzitutto per la pancia!
      Un abbraccio! 🙂

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  7. Mi vergogno un po’ ad arrivare così tardi, proprio quando ha fatto una mia ricetta… ma le ultime settimane sono state mortali, ho respirato perché non potevo farne a meno… cmq ora sono qui! Bellissimo l’interpretazione del paneer, da provare! E bella la grafica, mi piace moltissimo!

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    • Ma figurati Margherita! Tutte noi corriamo come pazze dal mattino alla sera e chi meglio di me ti può capire, con un lavoro full time, un figlio da seguire, una casa da mandare avanti compresi due cani che sono peggio di Bertoldo e Cacasenno perchè combinano guai dal mattino alla sera e due genitori anziani da coccolare e da tenere d’occhio….. e vuoi ancora che il blog venga al primo posto?
      Il paneer l’ho trovato una base stupenda per molteplici preparazioni e ne farò presto dell’altro (ora le scorte di latte stanno scarseggiando e lo stipendio è finito…quindi bisogna pazientare un pochino), si adatta a preparazioni dolci, salate, a condimenti di ogni tipo… insomma, mi hai aperto un mondo!
      Un abbraccio tanto grande che ti arrivi sin oltre l’oceano! ❤

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