Bonjour Alsace!

Immagine 008

Che però, detto tra noi, le confetture mi hanno sempre incantata e mi hanno fatta sentire a casa: il profumo del caramello che inondava casa mia nelle giornate in cui la mia mamma si prendeva la “giornata libera” da qualsiasi altri impegno perchè si sa che gli spignattamenti richiedono tempo e dedizione!

Eppure mi chiedevo com’è che Nonna Papera riuscisse a sfornare in continuazione delle crostate e dei barattoloni di marmellata, considerando la velocità con la quale Ciccio se le sbafava e, nel contempo, anche ad occuparsi dell’orto.

Ci doveva proprio essere un metodo marmellatoso a me sconosciuto che non richiedesse lavori mostruosi  come le cinquecento ore di cottura messe in atto in casa mia, con conseguente prova del piattino che al cemento armato gli faceva un baffo, ma che in compenso si sarebbe conservata sino al battesimo dei pronipoti senza mezzo grammo di muffa o rischi di botulino (che, a quanto pare, all’epoca nemmeno esisteva.. 🙂 ).

Poi un giorno, in un angolino del web già all’avanguardia, lessi qualcosa circa una preparazione alquanto alternativa, successivamente associata a quello che in effetti è il cosiddetto “metodo Ferber”, dal nome di Christine Ferber, una genialissima alsaziana di Strasburgo che ha avuto l’ardire di aprire una splendida bottega in perfetto stile “Chocolat” e che, pur tenendo dei prezzi a peso d’oro, lavora moltissimo! A Strasburgo ci sono stata qualche anno fa, ma ovviamente chi la conosceva quella che viene chiamata “la fata marmellata”?

A questo punto bisognava assolutamente rimediare e… sì… un tocco di bacchetta magica e mi sono trasformata in Nonna Papera! Il tutto complice un magnifico mazzo di lavanda che una collega mi ha gentilmente regalato, direttamente dal proprio orticello!

Ho raccattato la frutta che avevo nel frigorifero, un chilo tra pesche noci e quello che rimaneva di un popone, ho pelato il tutto e l’ho tagliato a cubetti (non buttate le bucce delle pesche, io le ho frullate con il latte e ne è uscita una merenda squisita), poi vi ho aggiunto lo zucchero, la buccia di un limone grattugiata, il relativo succo e un paio di cucchiaiate di fiori di lavanda chiusi in una garza pulitissima, per poi lasciare il tutto nel frigorifero per almeno un’ora… io ce l’ho lasciata sino a sera perchè nel mezzo dovevo sbrigare delle commissioni, quindi ho ottenuto parecchio succo.

Successivamente ho versato tutto in una pentola, portato a bollore (e spento subito la fiamma)  e, una volta raffreddato, rimesso nel frigorifero per tutta la notte coprendo bene il contenitore per evitare di contaminare gli odori dei vari alimenti; l’indomani ho filtrato bene il succo e tolto la garza con i fiori di lavanda, versato nuovamente nella pentola e cotto per un ulteriore quarto d’ora, successivamente ho aggiunto la  frutta e ho fatto sobbollire il tutto sino ad addensamento avvenuto. Nel caso in cui venga utilizzato il rapporto frutta-zucchero 1:1 il tempo di cottura sarà veramente ridotto, ma io di zucchero ne ho usato poco perchè non amo molto il sapore dolce… comunque sia la prova piattino non mente mai! Poco prima di invasare ho aggiunto anche mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere… dona davvero quel tocco particolare in più!

Con la marinatura la morbidezza dei pezzetti di frutta è garantita, tuttavia io ho dato una brevissima frullata con il minipimer, solo per ridurne la dimensione (altrimenti mio figlio non me la mangia)!

Immagine 007

Ingredienti:

1 kg. tra pesche noci e popone (o baciro o melone cantalupo… per il nome regolatevi in base alla vostra zona di provenienza)

500 g. di zucchero di canna o muscovado (io ho usato quello semolato per una questione economica)

succo e buccia di un limone grosso

mezzo cucchiaino di  cardamomo in polvere

un paio di cucchiai di fiori di lavanda

Immagine 006

Immagine 005

Immagine 004

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

Annunci

26 pensieri su “Bonjour Alsace!

  1. Sembra deliziosa… Non ho mai provato questo metodo per le confetture, ma ne ho spesso sentito parlare. Alla prossima occasione lo provo…
    Ciao!
    Vanessa | Tra zucchero e vaniglia…

    Mi piace

    • Ciao Vanessa, benvenuta nel mio angolino di mondo!
      E’ la prima volta che provo anch’io questo metodo anche se, a dire il vero, ci pensavo da un po’… mi intimidiva il fatto di dovermici impegnare per due giorni, ma alla fine il tutto diviene talmente veloce che ne vale davvero la pena.
      Un abbraccio! 🙂

      Mi piace

    • Un profumo meraviglioso e particolarissimo… tra la lavanda e il cardamomo… un connubio incredibile! Ora che ho iniziato vedrò di inventarmene delle altre, è un metodo talmente semplice e poco faticoso che ti vien subito voglia di riprovarci!
      Un bacio!

      Mi piace

    • Grazie, mi fa piacere perché ci pensavo da tanto, ma non riuscivo a realizzare una grafica che sentissi mia: non sono proprio un genio in materia pur avendo ben fisso in testa il risultato finale…. diciamo che qui ci siamo quasi e che per ora può andare….
      Ci vediamo alla prossima colazione allora… ci ho preso gusto!
      Un bacione! ❤

      Mi piace

  2. Hai capito il segreto di Nonna Papera! 🙂 Presto presto e con ottimi risultati, cosa volere di più?
    Questa è da realizzare che con l’arrivo dell’inverno le crostate vanno alla grande e che bella soddisfazione poter mangiare la propria marmellata. 😉
    E io che pensavo che i fiori di lavanda servissero solo a profumar cassetti … 😆
    Un abbraccione, buona domenica
    Affy

    Mi piace

    • Sapessi quante ricette si possono metter in pratica con i fiori di lavanda…. che poi io faccio l’esperta, ma sino a pochi anni fa la pensavo come te! 🙂 🙂 🙂
      E allora ci vediamo anche per la prossima ricetta floreale e profumata?
      Un abbraccione a te e buona settimana! 🙂

      Liked by 1 persona

  3. Questo metodo mi è nuovo e permette anche di distribuirsi il lavoro in più momenti: comodo. La frutta che si riposa in frigo penso davvero poi darà il meglio di sè. Lavanda e cardamomo sono il tocco in più che ci suggerisci e che farà la differenza. Grazie per l’idea 🙂
    ciao

    Mi piace

    • Davanti a quel mazzone di lavanda profumatissima non ho saputo resistere: quale migliore occasione per provare a rilasciare tutto il suo aroma per infusione? Ed è scattato l’amore per questa procedura…. sembra persino strano che possa rendere così tanto senza faticare!
      Un abbraccio! 🙂

      Mi piace

  4. Ciao Tatiana, è proprio vero che c’è sempre da imparare!! Non conoscevo affatto questo metodo, prendo nota e lo provo appena ho un po’ di tempo….grazie per averlo condiviso!
    Buona settimana

    Mi piace

    • Hai ragione, si impara sempre: se penso a quanto tempo ci ho pensato prima di farla! Ora vorrei provare qualche altro abbinamento un po’ anomalo, ma sto lasciando un po’ al caso, com’è stato questa volta con la lavanda: me l’hanno regalata e ho approfittato dell’occasione, perché delle volte i risultati migliori escono davvero dall’idea del momento (anzi, il cardamomo l’ho aggiunto su suggerimento di un’amica somala ed è stata proprio lei a regalarmelo)!
      Poi passo a sbirciare e vedo cosa ti sei inventata tu…..
      Un bacio ed un abbraccio! 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: