Due ore in compagnia di Clara e del Molino Moras

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Pochi giorni fa sono stata invitata ad un incontro dedicato ai dolci di Carnevale in versione light, cioè senza alcun fritto e integralmente cotti al forno, da Unsaccomoras, splendido negozio nel cuore del centro storico di Trieste nel quale, tanto per dirla tutta, ci ho lasciato il cuore! Delizioso, rustico, di un’eleganza femminile particolare, con quel sentore di farina già nell’aria e nell’estetica: avrei acquistato di tutto (e infatti ci ritornerò nei prossimi giorni perchè, terminato l’incontro, avevo mio figlio nel mezzo della strada che mi tempestava di messaggi in quanto aveva freddo e, mio malgrado, son dovuta fuggire in maniera ignobile), c’è una varietà di farine ottime che finalmente mi ha risolto il problema del “e questa dove la trovo”?

Gli appuntamenti in questo angolo di web saranno uno per ricetta perchè, pur nella loro semplicità, si tratta di piccoli dolci davvero unici nel gusto e in cui la scelta della farina si è rivelata fondamentale (mamma mia quante cose nuove ho appreso oggi!).

Le preparazioni sono state tutte frutto delle mani esperte di Clara Zamparo, personal chef e pasticcera ottima, oltretutto di una cordialità e di una simpatia rare: seguirò l’ordine seguito da lei stessa, anche se la mia golosità mi farebbe iniziare da tutt’altra ricetta… 🙂

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Ravioli dolci con ricotta

Ingredienti:

300 g. di ricotta

150 g. di burro

100 g. di confettura a scelta (qui è stata usata quella di fragole)

200 g. di farina Moras 00 sfoglia

100 g. di farina di mais Fioretto gialla Moras

un cucchiaino raso di lievito per dolci

un pizzico di sale

Procedimento:

Lavorare il burro a pomata con la ricotta, aggiungere entrambe le farine e il lievito, impastare velocemente e riporre il panetto a riposare nel frigorifero per almeno 30 minuti; nel nostro caso l’impasto è stato aromatizzato con della buccia grattugiata di limone e arancia e devo dire che, a mio avviso, sono gli aromi più indicati.

Stendere la pasta o il mattarello su di una spianatoia leggermente infarinata sino ad arrivare ad uno spessore di circa mezzo centimetro, ricavarne dei rettangoli, porvi al centro un po’ di confettura e chiuderli pressando leggermente l’impasto: spolverizzarli con dello zucchero semolato ed infornarli a 180°C. in forno ventilato per circa venti minuti.

Una volta estratti dal forno servirli cosparsi di zucchero a velo.

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A parte alcuni particolari appresi in quest’occasione, l’ingrediente che mi ha colpito al cuore è stata la farina di riso: innamoramento a vista… così leggera, impalpabile e delicata (acquisto compulsivo in vista), vale davvero la pena “tagliare” alcuni impasti con questo prodotto delizioso!

Con lo stesso impasto si può spaziare con la fantaasia....

Con lo stesso impasto si può spaziare con la fantasia….

Potevo, tra una farina ed un dolcetto, farmi mancare un po’ di musica?

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27 pensieri su “Due ore in compagnia di Clara e del Molino Moras

  1. Prima ho letto la parola Trieste. E mi si è fermato il cuore per la gioia (mi ricorda momenti molto belli questa città). Poi sono tornata in cima e la parola “dolci” mi ha vinta. Così mi ha catturato questo post…e devo dire che in passato, quando (nel pieno della mia ignoranza in ambito di prodotti alimentari) ho capito che non esisteva una sola farina, ero rimasta quasi male…ma ora dico: se si può fare tutto ciò….benvengano!! 😀 Belli e buoni questi ravioli! Magari un giorno di questi mi metterò ai fornelli e proverò!

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  2. Ma dai, sei stata nella mia città? Sai che sono poche le persone che la conoscono? Però so che chi l’ha visitata se n’è innamorato e ciò mi fa un immenso piacere… questo negozio è una piccola chicca incastonata nel suo bellissimo centro storico, non c’ero mai stata e oggi posso dire davvero che mi si è aperto un mondo sulle farine! Quel che è certo è che mi prenderò un’oretta di tranquillità per tornarci ed acquistare con cognizione di causa perchè il personale è carinissimo e disponibile a qualsiasi informazione! E chi mi ferma più ora?
    Un bacione e grazie di essermi passata a trovare 🙂

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    • Sono stata prima di Natale, con il mio fidanzato, e devo dire che non c’è nulla che mi abbia lasciata indifferente! I negozietti, l’architettura, il clima, quel bel vento che per voi non è vento e per me era un tifone…ho fatto la turista per due giorni e ho vissuto sulle tracce di Joyce…prendendo un cap in b nella pasticceria dove ha scritto i primi capitoli dell’Ulisse, e visitando il museo dedicato a lui e a Svevo, che si trovava davvero vicino al mio B&B…sono stati due giorni meravigliosi…la birra e i canederli da Kapuziner, il musical della Bella e la Bestia al teatro Rossetti, la fiera di San Nicolò…e per coronare i due giorni, la visita del meraviglioso castello di Miramare…<3 Meraviglia. Non vedo l'ora di tornare! Passare da te è stato un piacere! Baci :*

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      • Allora hai avuto un assaggio di bora (quindi eri qui intorno al 6 dicembre), il capo in b l’hai preso in via Roma e hai mangiato un buon menu austroungarico sulle rive… il musical me lo sono perso a causa della famiglia poco collaborativa… e poi il meraviglioso Miramar! Pochi lo sanno ma il vero nome è Miramar e non Miramare perchè è stato fatto realizzare da Massimiliano d’Asburgo proprio sul modello dell’omonimo castello messicano, visti i trascorsi del committente, ma San Giusto ti è mancato? Se gironzoli nel blog troverai un po’ di scatti… mi sembra nella sezione “Il mio mondo”; a proposito, ma tu da dove mi scrivi?
        Un bacio 🙂

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      • Eh, diciamo che in due giorni (anzi, un giorno e una sola mattinata) non ho fatto in tempo a diventare una vera triestina! Purtroppo l’audioguida al castello non diceva un sacco di cose…!!! Un’altra volta voglio una guida umana!!! Comunque sono stata anche a San Giusto, il B&B era proprio lì vicino….anche se uff la salitonaaaa XD Però si vedeva un panorama meraviglioso! Io ti scrivo da Forlì, conoscì? Nella bella Romagna! 😀 Anche se il mio fidanzato è marchigiano, di Ancona….e abbiamo trovato delle somiglianze tra Trieste ed Ancona…effettivamente. Ma non dirglielo…per me, Trieste è più bella! Anche se il panorama e il Duomo di Ancona te li consiglio!!! Baci :*

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      • Conosco bene tutto il centro Italia, anche se a Forlì non ci sono ancora stata (ogni primavera facciamo qualche giretto, quindi è questione di tempo), mentre Ancona ci ha attirati mentre sostavamo al porto, sul traghetto per la Grecia, anche se per ora non siamo riusciti a tornarci… quanti posti da visitare, ci fosse più tempo libero (e più soldi)….
        Se torni una bella visita con i fiocchi te la organizziamo noi 🙂

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    • Sì cara, qui si prospettano alcuni post pieni di ciccia! Questa ricetta appena proposta ed un’altra che posterò a breve sono le mie preferite e le vorrei rifare quanto prima: mi manterrò sulla frittura solo per pochissime ricette espressamente richieste in casa mia, mentre per il resto penso che seguirò molto spesso le indicazioni di questa bravissima cuoca. E’ stata così chiara e disponibile che ti veniva voglia di metterti a spignattare con lei: sapessi quanto l’abbiamo disturbata con le foto… eppure mai ha dato un minimo segno di impazienza! Mi ha fatto apparire semplicissimi parecchi dolcetti che mai avrei pensato di fare un giorno….
      Un bacio 🙂

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  3. L’impasto è stato davvero una scoperta perché è molto versatile e facile da lavorare, oltretutto è senza uova in quanto è sufficiente la ricotta per legare gli altri ingredienti: penso lo userò parecchio in futuro e sto già pensando a qualche nuova creazione per sfruttarlo. Ah, la golosità…. 🙂

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  4. Che tu fossi bravissima a fare le fotografie lo sapevo già ma qui oltre la tecnica intravedo la sostanza! 🙂
    Gioia e gaudio per occhi e palato, caspita che meraviglia ‘sto post. Per un attimo dimentichiamo la dieta e tuffiamoci ad occhi chiusi dentro queste prelibatezze che la pasticcera Clara Zamparo ha sapientemente confezionato.
    La farina di riso provala: confermo che è fantastica!
    La musica scelta ci sta alla grande, brava Tatiana! 😉
    Un abbraccio da Affy

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  5. Addirittura bravissima? Magari riuscissi a raggiungere il livello di bravura cui aspiro, ma ci vuol tecnica e avere il tempo di smanettare con la macchina fotografica sino ad arrivare ad una conoscenza profonda: io scatto ad istinto, almeno per ora, ma spero sempre di trovare un po’ di tranquillità per capirci qualcosa di più….
    La sostanza c’è, eccome se c’è! Una bontà unica questi dolcetti e nemmeno difficili da realizzare, anche se il merito va tutto all’insegnante che è stata talmente chiara e comunicativa che è impossibile spaventarsi all’idea di provarci; ora non mi resta che tornare ad acquistare le farine necessarie e poi via con le infornate!
    Mi fa piacere che la musica ti sia piaciuta: è uno dei tre brani più belli sentiti all’Eurovision Song Contest, che purtroppo da anni non viene più trasmesso dalla televisione italiana, quindi non molto conosciuto (a tempo debito inserirò anche gli altri due perché accostare una bella melodia alle ricette non mi dispiace affatto).
    Un abbraccio tutto per te 🙂

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  6. Penso che partecipare a questi corsi con gente così preparata sia davvero istruttivo.
    Mai sentito di ricotta messa nell’impasto della farina per i ravioli. In Sicilia i ravioli di ricotta sono un’eccellenza, fritti o al forno, ma la ricotta va nel ripieno, condita a dovere. Questo comunque è un altro dolce e sarà anche buonissimo così come lo è il ciambellone di ricotta (con ricotta mescolata alla farina).
    Il problema di questi dolci così particolari è appunto trovare queste farine speciali: mica facile.

    Buona serata
    p.s. Nella tua bella città ho trascorso parte del mio viaggio di nozze 🙂

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    • Ma qui sto incrociando un sacco di persone che conoscono la mia città, non l’avrei mai detto che fossimo tanto conosciuti pur essendo confinati in un angolino d’Italia, con una mano in Slovenia e l’altra che ad allungarla solo un poco puoi toccare l’Austria! Mi fa un sacco di piacere!
      Hai proprio ragione, seguire nelle ricette delle persone così preparate è appagante ed utilissimo: pensa che non sapevo esistessero le marmellate da forno, quelle che non vanno in ebollizione ad alte temperature, cosicché mi sono spiegata il perché di tante arrabbiature con le crostate… per non parlare delle evoluzioni che il glutine porta all’impasto con il trascorrere del tempo (ecco, il glutine per me è sempre stato un argomento duro da digerire). Questa persona ci ha insegnato molto e sempre senza farci sentire ignoranti, con un’umiltà e una generosità di informazioni incredibili!
      Concordo sulle farine: rammento le mie difficoltà anni fa nel reperire la Fioretto, cosa poi risolta rimacinando la farina della polenta, ma qui si parla di prodotti di altissima qualità ed aver scoperto l’esistenza di questo angolino di vendita per me è stata una rivelazione! Nel pochissimo tempo che ho avuto ho gironzolato un po’ tra le scaffalature e mi sarei portata a casa di tutto, quindi ci voglio tornare con calma e senza ressa intorno per poter fare gli acquisti più utili al caso… certo è che questi dolcetti qui li voglio replicare quanto prima!
      Un abbraccio cara Marirò! 🙂

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  7. oh che bello! mi piace questa tua parteciazione ad eventi golosi e soprattutto poi la condivisione con noi 😀 hihihi!!! va che bontà! adesso mi leggo anche la ricetta qui sopra! tra le girelle e questi dolci a raviolo mi sta venendo l’acquolina!!!! un bacio grandissimo e un abbraccio forte! buon week end cara!

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    • E aspetta che pubblichi le altre ricette che ci hanno insegnato a realizzare! Sono sempre stata incantata da quel profumo delicatissimo che esce dalle pasticcerie, non quello intenso e pungente, ma quello delicatissimo, leggermente vanigliato, che ti riporta la mente alle frolle e allo zucchero a velo.. ecco, in questi dolcetti ho ritrovato quei sapori!
      Quindi… stay tuned!!!
      Un bacio e buona settimana 🙂

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